BARBARA CECILIATO
BARBARA CECILIATO

Barbara Ceciliato, di origini polesane, nasce a Padova e nella stessa città ha modo di frequentare l’Università,

studiando presso la Facoltà di Scienze Biologiche. Si trasferisce in seguito a Bologna, dove s’inscrive

all’Accademia di Belle Arti e si diploma nel Corso di Pittura.

 

All’inizio degli anni '90, lascia definitivamente la sua prima attività in campo clinico-medico ed inizia ad insegnare, come Titolare di Cattedra di Anatomia Artistica, prima all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano,
poi all’Accademia di Belle Arti di Venezia ed infine all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

 

La sua ricerca artistica parte dalla fine degli anni settanta, quando svolge approfondite indagini
sullo studio di “materia-colore-struttura” realizzando lavori con sperimentazione di coloranti chimici.

L’esordio della sua attività coincide anche con l’intensa collaborazione artistica con Claudio Rosi,
che tuttora permane, tra interessi ed esposizioni condivise.

 

Dopo le esperienze informali, orienta il suo cromatismo materico di base, verso una ricerca stilistica
ai confini con il Design e la Scultura, realizzando strutture tridimensionali polimateriche con installazioni
e allestimenti ambientali.

Dalla seconda metà degli anni ’90, introduce, nell’elaborazione delle sue opere,
elementi dell’habitat quotidiano che la circondano, trasformati in forme geometriche imperfette.

 

Diventa poi, il corpo umano, il soggetto privilegiato delle sue opere, con il prevalente utilizzo
di supporti cartacei a grandi dimensioni interessandosi del tema “morte-colpa-delitto”.

Ne segue un ciclo di lavori pittorici, che, dal 2001, prediligono il “paesaggio”: i molteplici sedimenti materici

vengono veicolati dal “nastro adesivo” che diventa l’elemento costruttivo dell’ambiente descritto,
inglobando anche il corpo come soggetto, coinvolgendo e combinando memorie e geometrie naturali.

Gli spazi, le forme, le figure, le superfici, sono un pretesto per ricucire le loro stese trame, tra graffi,
stesure pittoriche, in una personale idea di racconto scenografico.

Altra indagine che persegue è l’intervento pittorico e grafico su tela di trasposizioni di “fogli illustrativi”:

immagini che giocano ironicamente tra i limiti e le ambiguità di una comunicazione fissata dalle parole,
dal corpo, dalle strutture che la tengono.

 

Nel secondo decennio del duemila, la numerosa raccolta di “polaroid” che Linda Tosini le ha lasciato,
la porta a utilizzare, in un percorso sentimentale, intimo, il linguaggio fotografico.
Sceglie e traspone fotograficamente le immagini scattate dalla madre riproducendole a grandi dimensioni,
riproponendole in montaggi video con sonoro.

 

Nella sua ricerca, entrano anche i linguaggi della scultura e dell’installazione, con una sperimentazione
che riguarda l’impiego dell’argilla, in una nuova produzione di piccoli, numerosissimi corpi di terracotta rivestiti
da cerotti rosa, o di “pelli facciali” di ceramica, rovesciate o no, mescolate con la stoffa.
I tessuti li ritroviamo anche in recenti lavori che miscelano la fotografia con il disegno e la grafica.

 

Oltre alla personale attività artistica espositiva, documentata da numerose partecipazioni a mostre
e dai relativi testi critici di presentazione, svolge contributi di supporto organizzativo ad eventi culturali, collaborando con Case Editoriali e Musei d’Arte Contemporanea.

 

Dal gennaio 2007, coordina, come Art Director, assieme all’artista Claudio Rosi,
l’attività dello spazio espositivo per giovani artisti, CASAGALLERY di Bologna.

 

 

 

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